E' mezzodì. Sotto l'ombroso noce,
che il gran fusto contende alla vecchiaia,
siede il mendico, e leva la sua voce
querula, a cui d'incontro il cane abbaia.
Dall'abituro, ove al marito cuoce
le colte erbette, attraversando l'aia,
vien con un pane a lui, che della croce
lento il segno si fa, la pia massaia.
Quei pone sulle tremule ginocchia
il picciol dono che lo farà satollo.
Razzola intorno la gallina e crocchia ;
mentre, sostando ed allungando il collo,
alla caduta briciola, che adocchia,
tutto si stende e dà di becco il pollo.
venerdì 19 giugno 2015
lunedì 8 giugno 2015
ALTI PASCOLI ( GIOVANNI BERTACCHI 1869-1942)
Sul ciglio delle alture la greggia ondulata appariva,
ed eretto sovr'essa alto il pastore;
grande così sul cielo, pareva il selvaggio signore
di non so quale vagante isola viva.
Sui cigli della storia sempre così eguale s'affaccia
la greggia d'ogni età, d'ogni contrada:
sembra una stessa torma che vada nei secoli e vada,
seguendo una fedele unica traccia.
Oh, quando esse, annunciando le due ritornanti stagioni
salgono ai monti e tornano, tra in nimbi
degli odorosi velli le madri sospingono i bimbi
quasi ad un rito che li renda buoni.
E che bontà pacata quassù, dove i miti pascenti
traducon la pastura in bianche lane!
Come uno scampanio che giunga da sagre lontane,
suonano i bronzi de' quieti armenti.
Per disciplina inconscia, serbata nei tempi e negli usi,
sfilan le mucche lentamente a sera,
e le accompagna in lunghe cadenze d'antica preghiera
quel tremolar di tintinni diffusi.
La terra travagliata che giù nell'aperta pianura
riferve al solleone e s'affatica;
su cui negli arsi piani si curva e s'indugia l'antica
opera umana al par d'una sventura,
quassù tutta si stende ne' verdi ristori e produce
spontanee messi in fertili riposi,
e canta a salmi d'acque pregando pe' suoi dolorosi,
purificata nella tersa luce.
Qui fra la terra e l'uomo non è che quest'opera viva
che si compie pascendo, al forte clima;
vicino ad esso e sempre ai primi elementi, alla prima
flora del suolo e all'acqua di sorgiva.
Poeta, hai tu saputo stancarti, salendo alle nevi
e discendendo per le vie dirotte?
Poeta, è questo il premio : dormir sul fieno una notte
e risvegliarti nel mattin degli evi!
ed eretto sovr'essa alto il pastore;
grande così sul cielo, pareva il selvaggio signore
di non so quale vagante isola viva.
Sui cigli della storia sempre così eguale s'affaccia
la greggia d'ogni età, d'ogni contrada:
sembra una stessa torma che vada nei secoli e vada,
seguendo una fedele unica traccia.
Oh, quando esse, annunciando le due ritornanti stagioni
salgono ai monti e tornano, tra in nimbi
degli odorosi velli le madri sospingono i bimbi
quasi ad un rito che li renda buoni.
E che bontà pacata quassù, dove i miti pascenti
traducon la pastura in bianche lane!
Come uno scampanio che giunga da sagre lontane,
suonano i bronzi de' quieti armenti.
Per disciplina inconscia, serbata nei tempi e negli usi,
sfilan le mucche lentamente a sera,
e le accompagna in lunghe cadenze d'antica preghiera
quel tremolar di tintinni diffusi.
La terra travagliata che giù nell'aperta pianura
riferve al solleone e s'affatica;
su cui negli arsi piani si curva e s'indugia l'antica
opera umana al par d'una sventura,
quassù tutta si stende ne' verdi ristori e produce
spontanee messi in fertili riposi,
e canta a salmi d'acque pregando pe' suoi dolorosi,
purificata nella tersa luce.
Qui fra la terra e l'uomo non è che quest'opera viva
che si compie pascendo, al forte clima;
vicino ad esso e sempre ai primi elementi, alla prima
flora del suolo e all'acqua di sorgiva.
Poeta, hai tu saputo stancarti, salendo alle nevi
e discendendo per le vie dirotte?
Poeta, è questo il premio : dormir sul fieno una notte
e risvegliarti nel mattin degli evi!
mercoledì 3 giugno 2015
PIETRE E FIORI ( ADA NEGRI)
Pochi metri di terra
fra l'abside del tempio di San Luca
e la casetta scura
del sagrestano. Mani poverelle
han qui raccolto
dovizia umile e lieta
d'arbusti e fiori, in casse, in orci, in vasi
di coccio. L'oleandro
rosa s'abbraccia al bianco ed al vermiglio,
e l'amaranto delle cinerarie
all'avvampare dei gerani : il misto
vibrar de' bei colori ombre più fosche
dona alle pietre, e nel contrasto ride.
Dolce dev'esser qui l'ultimo raggio
del sole a sghembo sul mattone antico
ove, nei fori, dormono i colombi
gonfi d'amore : dolce
nella sera di maggio
piena di caldi soffi e di fragranze
starsi sull'uscio, al buio, ad ascoltare
il chioccolare delle fontanelle
vicine - ed il silenzio
delle lontane stelle.
fra l'abside del tempio di San Luca
e la casetta scura
del sagrestano. Mani poverelle
han qui raccolto
dovizia umile e lieta
d'arbusti e fiori, in casse, in orci, in vasi
di coccio. L'oleandro
rosa s'abbraccia al bianco ed al vermiglio,
e l'amaranto delle cinerarie
all'avvampare dei gerani : il misto
vibrar de' bei colori ombre più fosche
dona alle pietre, e nel contrasto ride.
Dolce dev'esser qui l'ultimo raggio
del sole a sghembo sul mattone antico
ove, nei fori, dormono i colombi
gonfi d'amore : dolce
nella sera di maggio
piena di caldi soffi e di fragranze
starsi sull'uscio, al buio, ad ascoltare
il chioccolare delle fontanelle
vicine - ed il silenzio
delle lontane stelle.
lunedì 25 maggio 2015
LEMBO DI PARADISO ( GIACOMO SARDO )
Cantano gli uccelletti
sugli alberi e sui tetti;
ridono i fiorellini
nei prati e nei giardini;
bisbiglia la fontana
una canzone strana,
e su la vetta i pini
cantano tra i divini
raggi del sol di Maggio :
- Evviva, evviva Maggio !-
E dice pure il mare :
- E' tempo di cantare! -
Tutto d'intorno è canto,
tutto d'intorno è riso
e sembra questa terra
lembo di paradiso.
sugli alberi e sui tetti;
ridono i fiorellini
nei prati e nei giardini;
bisbiglia la fontana
una canzone strana,
e su la vetta i pini
cantano tra i divini
raggi del sol di Maggio :
- Evviva, evviva Maggio !-
E dice pure il mare :
- E' tempo di cantare! -
Tutto d'intorno è canto,
tutto d'intorno è riso
e sembra questa terra
lembo di paradiso.
domenica 17 maggio 2015
LA BUONA NOTTE DELLE RONDINI ( ANGIOLO SILVIO NOVARO)
Quando muore il dì perduto
dietro qualche oscura vetta,
quando il buio occupa muto
ogni vuota erbosa via,
una strana frenesia
tra le rondini scoppietta.
Come bimbi sopra l'aia
giocan elle con giulive
grida intorno alla grondaia,
e poi su pel cielo rosa
vanno vanno senza posa
dove Iddio soletto vive.
Gaie arrivano in presenza
del buon Dio che tutto accoglie,
una bella riverenza
fa ciascuna e poi gli dice :
- Sia la notte tua felice ! -
Dice, e il volo, quindi scioglie.
Scioglie il volo, e giù si china
con un poco di tremore
per la lieve aria turchina
e ritrova le sue orme,
trova il nido e vi si addorme
col capino sopra il cuore.
dietro qualche oscura vetta,
quando il buio occupa muto
ogni vuota erbosa via,
una strana frenesia
tra le rondini scoppietta.
Come bimbi sopra l'aia
giocan elle con giulive
grida intorno alla grondaia,
e poi su pel cielo rosa
vanno vanno senza posa
dove Iddio soletto vive.
Gaie arrivano in presenza
del buon Dio che tutto accoglie,
una bella riverenza
fa ciascuna e poi gli dice :
- Sia la notte tua felice ! -
Dice, e il volo, quindi scioglie.
Scioglie il volo, e giù si china
con un poco di tremore
per la lieve aria turchina
e ritrova le sue orme,
trova il nido e vi si addorme
col capino sopra il cuore.
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