lunedì 4 dicembre 2017

FOGLIA MORTA ( UMBERTO SABA)

La rossa foglia morta
che il vento porta via,
il vento e lo spazzino,

- sotto il fulgido ciel cadde, insanguina
con le altre la via -

imiterei. Per nausea
delle parole vane,
dei volti senza luce.

Ma la tua voce, o gentile, mi parla;
fa che non cada ancora.


lunedì 13 novembre 2017

NEBBIA ( GIOVANNI PASCOLI)

NASCONDI LE COSE LONTANE,
TU NEBBIA IMPALPABILE E SCIALBA,
TU FUMO CHE ANCORA RAMPOLLI,
    SU L'ALBA,
DA' LAMPI NOTTURNI E DA' CROLLI
     D'AEREE FRANE!

NASCONDI LE COSE LONTANE,
NASCONDIMI QUELLO CH'E' MORTO!
CH'IO VEDA SOLTANTO LA SIEPE
     DELL'ORTO,
LA MURA CH'HA PIENE LE CREPE
     DI VALERIANA.

NASCONDI LE COSE LONTANE,
LE COSE SON EBBRE DI PIANTO!
CH'IO VEDA I DUE PESCHI, I DUE MELI,
     SOLTANTO,
CHE DANNO I SOAVI LOR MIELI
     PEL NERO MIO PANE.

NASCONDI LE COSE LONTANE
CHE VOGLIONO CH'AMI E CHE VADA !
CH'IO VEDA LA' SOLO QUEL BIANCO
     DI STRADA,
CHE UN GIORNO HO DA FARE TRA STANCO
     DON DON DI CAMPANE...

NASCONDI LE COSE LONTANE,
NASCONDILE, INVOLALE AL VOLO
DEL CUORE! CH'IO VEDA IL CIPRESSO
     LA', SOLO,
QUI, SOLO QUEST'ORTO, CUI PRESSO
     SONNECCHIA IL MIO CANE.

sabato 4 novembre 2017

MUSICA DA CAMERA ( JAMES JOYCE 1882-1941)

Corde sulla terra e nell'aria
Fanno dolce musica;
Corde presso il rivo dove
S'intrecciano i salci.

V'è musica lungo il rivo
Poiché lì vaga Amore,
Pallidi fiori sul manto,
Foglie brune sui capelli.

Tutti soavemente suonano,
Chino sulla musica il capo,
E dita che scorrono
Su qualche strumento.

lunedì 9 ottobre 2017

UN AMOROSO SILENZIO ( ALEKSEJ TOLSTOJ) 1882-1945)

AUTUNNO! IL NOSTRO UMILE GIARDINO PER INTERO SI SPOGLIA,
LE FOGLIE GIALLE SE NE VOLANO VIA, SOSPESE NEL VENTO,
SOLO LAGGIU', LONTANO, SI SCORGONO, SUL FONDO DELLA VALLE,
APPASSIRE I GONFI GRAPPOLI ROSSO-FIAMMA DEL SORBO.

IL MIO CUORE E' TRISTE E LIETO INSIEME,
SENZA PARLARE STRINGO E RISCALDO LE TUE PICCOLE MANI,
TI GUARDO NEGLI OCCHI, PIANGO IN SILENZIO,
E NON SO DIRTI DAVVERO QUANTO T'AMI.

lunedì 25 settembre 2017

SETTEMBRE A VENEZIA ( V. CARDARELLI 1887-1959)

Già di settembre imbrunano
a Venezia i crepuscoli precoci
e di gramaglie vestono le pietre.
Dardeggia il sole l'ultimo suo raggio
sugli ori dei mosaici ed accende
fuochi di paglia, effimera bellezza.
E cheta, dietro le Procuratie,
sorge intanto la luna.
Luci festive ed argentate ridono,
van discorrendo trepide e lontane
nell'aria fredda e bruna.
Io le guardo ammaliato.
Forse più tardi mi ricorderò
di queste grandi sere
che son leste a venire,
e più belle, più vive le lor luci,
che ora un po' mi disperano
( sempre da me così fuori e distanti!),
torneranno a brillare
nella mia fantasia.
E sarà vera e calma
felicità la mia.