sabato 10 novembre 2018

DA "STROFE IN FONDO ALLA VIA" LEAH GOLDBERG 1911-1970

INSEGNAMI , IDDIO, A PREGARE
SUL MISTERO DI UNA FOGLIA APPASSITA, SULLA LUCE CHE MANDA UN FRUTTO                                  MATURO
SU QUESTA LIBERTA' : VEDERE, SENTIRE, RESPIRARE
SAPERE DESIDERARE E FALLIRE.

INSEGNA ALLE MIE LABBRA A RINGRAZIARTI E DARTI LODE
NELLA  ETERNITA' DEL TUO  TEMPO, IL MATTINO E POI LA SERA
AFFINCHE'  IL MIO GIORNO NON SIA MAI COME QUELLO DI IERI
UNA PIGRA ABITUDINE.

venerdì 26 ottobre 2018

HO APPRESO A VIVERE SEMPLICE E SAGGIA ( ANNA ACHMATOVA 1889-1966)

HO APPRESO A VIVERE SEMPLICE E SAGGIA
A GUARDARE IL CIELO, A PREGARE IDDIO,
E A VAGARE A LUNGO INNANZI SERA,
PER FIACCARE UN'INUTILE ANGOSCIA.

QUANDO NEL FOSSO FREME LA LAPPOLA
E IL SORBO GIALLO-ROSSO PIEGA I GRAPPOLI,
COMPONGO VERSI COLMI DI ALLEGRIA
SULLA VITA CADUCA, CADUCA E BELLISSIMA.

RITORNO. UN GATTO PIUMOSO MI LECCA
IL PALMO, FA LE FUSA PIU' AMOROSO,
E UN FUOCO VIVIDO DIVAMPA AL LAGO
SULLA TORRETTA DELLA SEGHERIA.

SOLO DI RADO UN GRIDO DI CICOGNA,
VOLATA FINO AL TETTO, SQUARCIA IL SILENZIO,
E SE TU BUSSERAI ALLA MIA PORTA,
MI SEMBRA, NON SENTIRO' NEMMENO.

lunedì 1 ottobre 2018

DA LUNGI ( VENCESLAO IVANOV 1866- 1949)

SOAVE, SPERDUTA E QUASI IMPORTUNA
DA QUANTO CH'E' SOLA,  UN'UNICA NOTA
DA LUNGI SINGHIOZZA NELL'ARIA GIA' BRUNA.
OH FLAUTO D'ALTROVE, OH VOCE REMOTA!

SI STRUGGE LA NOTTE? O IL SANGUE S'ACCENDE?
( OH CUORE, PRIGIONE D'ASSORTE SORGENTI...)
QUEL SUONO SPEZZATO DI NUOVO MI RENDE
L'INCANTO ORMAI SPENTO DI NOTTI SPLENDENTI.

NEL SANTO SILENZIO L'ORECCHIO BAMBINO
LANGUENDO ODE UN'ECO D'ARCANO LAMENTO:
SONNAMBULA L'ANIMA E' ANCORA IN CAMMINO
NEL SUO DORMIVEGLIA... E IL CERO S'E' SPENTO...

NON VEDO CHE MARE, CHE ONDA SU ONDA.
SIRENA MI CHIAMA DA ISOLE MUTE.
"RICORDA!", OLTRE I FLUTTI MI GRIDA LA SPONDA
DEI GIORNI SOMMERSI, DELL'OMBRE PERDUTE.

giovedì 6 settembre 2018

IL LAMPO ( GIOVANNI PASCOLI)

E CIELO E TERRA SI MOSTRO' QUAL ERA :

LA TERRA ANSANTE, LIVIDA, IN SUSSULTO;
IL CIELO INGOMBRO, TRAGICO, DISFATTO :
BIANCA BIANCA NEL TACITO TUMULTO
UNA CASA APPARI' SPARI' D'UN TRATTO ,
COME UN OCCHIO, CHE, LARGO, ESTERREFATTO,
S'APRI' SI CHIUSE, NELLA NOTTE NERA.

martedì 21 agosto 2018

MI RICORDO D'UN GIORNO ( Tagore da Petali sulle ceneri )

MI RICORDO D'UN GIORNO.

C'E' UN ISTANTE DI TREGUA NELLA PIOGGIA BATTENTE,
POI CADE NUOVAMENTE, FITTA E CAPRICCIOSA,
COME VIOLENTATA DA BRUSCHI SOFFI.

HO PRESO LA MIA ARPA. SENZA FRETTA
NE PIZZICO LE CORDE FINCHE' UNA MUSICA INCOSCIENTE
HA SPOSATO LE CADENZE FOLLI DI QUESTO MONSONE.

LEI HA LASCIATO  IL SUO LAVORO, S'E' FERMATA SULLA PORTA,
VA VIA CON PASSO INCERTO.
POI TORNA, S'APPOGGIA CONTRO IL MURO,
ASPETTA, INFINE ENTRA E LENTAMENTE SI SIEDE.

A TESTA BASSA, SI CURVA SENZA PARLARE,
MA BEN PRESTO LASCIA IL SUO LAVORO AD AGO
E GUARDA DALLA FINESTRA, VERSO LA LINEA CONFUSA
DEGLI ALBERI.

SOLAMENTE QUESTO: UN'ORA D'UN TRAMONTO PIOVOSO,
UN'OMBRA, UN CANTO... DEL SILENZIO.