martedì 6 settembre 2016

L 'ANGELO CUSTODE di Giov. Cenci da " Affetti gentili"

Un angelo conobbi, che veniva
si' come messo di celeste amore ;
era di Dio la voce , e nel dolore,
co' baci suoi le gote mi lambiva.

Egli era di bontà una fonte viva ,
seco mi trasse , e favellommi al core ,
coll'ali mi coprì, donommi un fiore ,
il cui gentil profumo l'alma empiva.

Al mondo non v'à figlio, sposo e padre,
che si somigli ad angelo si' bello,
da Dio eletto fra l'eterne squadre.

Di cielo è sceso a darmi un santo anello,
più di sorella, figlia, sposa e madre
ei m'ama e dice ognor : MI SEI FRATELLO.

Murillo


venerdì 26 agosto 2016

IO ABITO LA POSSIBILITA' ... ( EMILY DICKINSON )

Io abito la possibilità,
una casa più bella della prosa
con tante finestre in più
e porte migliori.

Ha stanze come cedri
dove lo sguardo non può penetrare -
e per tetto sterminato
la volta del cielo.

La frequenta la gente più amabile.
Così vi passo il tempo:
spalanco le mie piccole mani
per colmarle di Paradiso.

mercoledì 17 agosto 2016

EMILY DICKINSON da Centoquattro poesie ed G. Einaudi

La luna era solo un mento d'oro
una o due notti fa -
e ora ruota la sua faccia perfetta
sul mondo laggiù -

La sua fonte è del biondo più aperto -
la sua guancia - un berillo tagliato -
il suo occhio alla rugiada estiva
il più simile di quanti ne conosco -

Non si schiudono mai le labbra d'ambra -
ma chissà come dev' essere il sorriso
che potrebbe concedere all'amico
se il suo argenteo volere fosse quello -

e quale privilegio essere
solo la più remota delle stelle -
nella certezza che dovrà passare
accanto al luccichio della tua - porta -

La sua cuffia è il firmamento -
l'universo - le sue scarpe -
le stelle - pendagli alla cintura -
i suoi drappi- di blu.

venerdì 12 agosto 2016

CAMPANE ( E. THOVEZ)

Mezzogiorno. Si destan le campane.
Dal piano azzurro, dai lontani  colli,
da borghi e ville, da chiesette ignote,
tutte ad un tempo le campane a gara
si destano con impeto sonoro.
Garrule e gravi, frettolose e ondanti,
levano un canto giocondo e solenne.
Il rombo chiaro palpita per l'aria ;
empie di se' la vastità serena ;
reca a me qui nella segreta stanza
la gioia e il lampo del mattino azzurro ;
poi si dirada ; scema ; solitaria
una campana ancora oscilla ; muore.
Il silenzio ricade come piombo.