domenica 10 aprile 2011

da "Un eremo non è un guscio di lumaca" A. Zarri ed Einaudi

LE ROSE:
....Pierre de Ronsard,una rosa inglese di forma antica alla quale hanno dato il nome del poeta e poi la Banksiae Lutea dai lunghi rami arcuati, splendenti di una fioritura dorata. E poi un'altra Banksiae bianca che è fiorita non più nel prato ma nel frutteto.Ho sempre amato le rose botaniche e ne ho scritto spesso.Mentre un tempo, prima delle ibridazioni ottocentesche, le rose antiche erano comunissime (le sole che allora esistessero),oggi sono quasi introvabili;e per trovarle bisogna andare in vivai specializzati. Nella maggior parte dei vivai ti vendono infatti le solite rose moderne: rigide e sussiegose, nei loro steli altissimi, monotone, nelle loro corolle turbinate, adatte a fare mazzi facili ma legnosi ed eguali, con quegli steli che sembrano quasi dei righelli o delle stecche di legno, tanto sono ritti e impalati come soldati sull'attenti. I mazzi invece , con le mie "botaniche", sono più difficili da comporre; ma quanta eleganza e fantasia e varietà di forme. I lunghi rami si distendono e mollemente ricadono, si adagiano e sovente si posano sul tavolo, come pigri e stanchi, per il peso dei fiori.Le botaniche non puoi governarle e programmarle: devi seguirne le volute e obbedirne la volontà segreta.Sono loro a comandare la forma e l'armonia del mazzo. Vogliamo simbolizzare il loro comportamento? Le moderne sono docili e servili:come le metti stanno; le antiche sono libere e indipendenti come gli animali più fieri: come i gatti.Non li puoi comandare; sono loro che scelgono i momenti di effusione, le fusa e le fughe.Devi amarli così, nella loro fierezza. Analogamente le rose antiche: si espandono, ricadono, si dispongono come vogliono.........


rosa inglese Banksiae

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