In mezzo al mare un'isola c'è,
e vi comanda la figlia del re ...
Canta filando l'avola
giù nella stalla. Le tremule note
i bimbi attenti ascoltano :
sonnecchia in culla l'ultimo nipote.
Ogni garzone che passa di là
paga dogana e un bacio le dà...
Cala di fuori in gelide
falde la neve nella buia notte,
picchia il rovaio, e fischia
nell'uscio fesso e per le lastre rotte.
Gentil galante nell'isola andò,
la damigella baciare non vuò !...
Dura il canto monotono
quant'è lunga la sera, e passan l'ore.
Gli occhi dei bimbi chiudonsi
e la lucerna crepitando muore.
La damigella suo schiavo lo fa,
se non la bacia, più scampo non ha.
Sulla povera paglia
or dormon tutti, l'uno all'altro accanto,
ma, pur dormendo, sentono
piano agli orecchi della nonna il canto.
Gli han dato un letto di porpora e d'or,
e le catene son fatte di fior .
E van sognando l'isola,
l'isola verde e il giovane prigione,
e la donzella pallida
che i ricci d'or si pettina al balcone.
In mezzo al mare un'isola c'è,
e vi comanda la figlia del re...
E anch'essa alfin la vecchia
dorme seduta con la testa china,
e sogna che nel cofano
c'è ancor del pane e un poco di farina.
mercoledì 12 ottobre 2016
lunedì 3 ottobre 2016
ULTIMO CANTO ( GIOVANNI PASCOLI )
Solo quel campo, dove io volga lento
l'occhio, biondeggia di pannocchie ancora,
e il solicello vi si trascolora.
Fragile passa fra' cartocci il vento :
uno stormo di passeri s'invola :
nel cielo è un grande pallore di viola.
Canta una sfogliatrice a piena gola :
Amor comincia con canti e con suoni
e poi finisce con lacrime al cuore.
l'occhio, biondeggia di pannocchie ancora,
e il solicello vi si trascolora.
Fragile passa fra' cartocci il vento :
uno stormo di passeri s'invola :
nel cielo è un grande pallore di viola.
Canta una sfogliatrice a piena gola :
Amor comincia con canti e con suoni
e poi finisce con lacrime al cuore.
| Piero Reggio |
mercoledì 14 settembre 2016
martedì 6 settembre 2016
L 'ANGELO CUSTODE di Giov. Cenci da " Affetti gentili"
Un angelo conobbi, che veniva
si' come messo di celeste amore ;
era di Dio la voce , e nel dolore,
co' baci suoi le gote mi lambiva.
Egli era di bontà una fonte viva ,
seco mi trasse , e favellommi al core ,
coll'ali mi coprì, donommi un fiore ,
il cui gentil profumo l'alma empiva.
Al mondo non v'à figlio, sposo e padre,
che si somigli ad angelo si' bello,
da Dio eletto fra l'eterne squadre.
Di cielo è sceso a darmi un santo anello,
più di sorella, figlia, sposa e madre
ei m'ama e dice ognor : MI SEI FRATELLO.
si' come messo di celeste amore ;
era di Dio la voce , e nel dolore,
co' baci suoi le gote mi lambiva.
Egli era di bontà una fonte viva ,
seco mi trasse , e favellommi al core ,
coll'ali mi coprì, donommi un fiore ,
il cui gentil profumo l'alma empiva.
Al mondo non v'à figlio, sposo e padre,
che si somigli ad angelo si' bello,
da Dio eletto fra l'eterne squadre.
Di cielo è sceso a darmi un santo anello,
più di sorella, figlia, sposa e madre
ei m'ama e dice ognor : MI SEI FRATELLO.
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| Murillo |
venerdì 26 agosto 2016
IO ABITO LA POSSIBILITA' ... ( EMILY DICKINSON )
Io abito la possibilità,
una casa più bella della prosa
con tante finestre in più
e porte migliori.
Ha stanze come cedri
dove lo sguardo non può penetrare -
e per tetto sterminato
la volta del cielo.
La frequenta la gente più amabile.
Così vi passo il tempo:
spalanco le mie piccole mani
per colmarle di Paradiso.
una casa più bella della prosa
con tante finestre in più
e porte migliori.
Ha stanze come cedri
dove lo sguardo non può penetrare -
e per tetto sterminato
la volta del cielo.
La frequenta la gente più amabile.
Così vi passo il tempo:
spalanco le mie piccole mani
per colmarle di Paradiso.
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