domenica 31 luglio 2011

LUCCIOLE TRA IL GRANO (PIETRO MASTRI PSEUDONIMO DI PIRRO MASETTI 1868-1932)

DA QUANDO LA MESSE HA SPIGATO
SCINTILLANO I CAMPI OGNI NOTTE:
SON LEMBI DI CIELO STELLATO.

O TACITE STELLE, CHE A FROTTE
VAGATE QUAGGIU' SENZA FINE,
O STELLE PICCINE E VICINE,
NON SENTE LA MESSE CHE DORME
QUEL PALPITO FITTO, UNIFORME,
SFIORARE LE SPIGHE RECLINE ?

AL RITMO DEL TREMOLO TRILLO,
CHE A NOTTE OGNI ZOLLA PRODUCE,
DIFFONDE IL SUO RITMO TRANQUILLO
QUEL PALPITO D'ALI E DI LUCE.

SE VERDE E' LA MESSE PER ORA,
LA LUCE E' DI CHIARO SMERALDO,
SE APPENA LA SPIGA S'INDORA,
LA LUCE E' DI UN TONO PIU' CALDO;
SI FA DI TOPAZIO MAN MANO
CHE L'ORO S'ADDENSA NEL GRANO.

ED ECCO L'ESTATE. UNA SERA
LO CERCHI PEI CAMPI DOV'ERA,
QUEL VAGO STELLATO, MA INVANO...
O TRILLI NELL'OMBRA, CHE FU?

PASSARON LE FALCI, LE FALCI!
E UN'ARIDA STOPPIA SI STENDE
LA' SOTTO AGLI ULIVI E AI TRALCI.

SE LUME DI STELLA S'ACCENDE,
E' LUNGI, BEN LUNGI, LASSU'...

fotografia Piero Reggio

sabato 30 luglio 2011

L'ABITAZIONE DI BAUDELAIRE ALL'HOTEL PIMODAN, 17 QUAI D'ANJOU ILE SAINT LOUIS DA "LA FOLIE BAUDELAIRE " DI ROBERTO CALASSO ED. ADELPHI

All'hotel Pimodan, Baudelaire abitava in tre stanze a cui si accedeva da una scala di servizio.Lo studio dava sulla Senna. Banville dichiarò una volta " di non aver mai visto una casa che somigliasse di più al suo proprietario". Alle pareti una carta lucida a fiorami rossi e neri. Tende di damasco vecchio. Litografie di Delacroix. I mobili, scarsi e imponenti. Un grande tavolo ovale, di noce. Non c'era una biblioteca nè si vedevano libri in giro. Stavano tutti chiusi in un armadio, orizzontali, accanto a qualche bottiglia di vino. Un grande  letto di quercia, senza piedi o colonnine, ricordava un sarcofago monumentale. Lo studio ( e camera da letto) era "illuminato da una sola finestra i cui vetri, fino ai penultimi inclusi, erano smerigliati, "per non vedere altro che il cielo" diceva".
Bastava scendere al piano nobile e ci si trovava nel "club degli Hashishini(la formula venne divulgata da Gautier, che era uno di loro).L'hotel Pimodan era una meraviglia trascurata, "una tomba dorata in fondo alla vecchia Parigi", quando Roger de Beauvoir, fondatore del club, lo affittò. Miasmi nauseabondi si spandevano dai locali di un tintore al pianterreno. L'erba cresceva fra le lastre del cortile. Ma dalla scala di destra, passando attraverso una porta di velluto verde stinto, si accedeva a un antro di delizie. Un superbo salone, un boudoir, una camera da letto. Tutto era affumicato , per gli anni e per l'incuria, ma tutto era un incanto. Stucchi, rilievi di pietra, due Hubert Robert, una tribuna per musicanti nel salone, in una nicchia sospesa. La decorazione invadeva ogni angolo, come una vegetazione tropicale. E si lasciava interrompere soltanto da qualche specchio di Boemia , che la moltiplicava. Sul soffitto : Amore vince il Tempo, Ninfe inseguite da Satiri fra le canne. Cifre, putti, levrieri, fogliame spiralato. Nel boudoir si riunivano gli hashishini. Nessuno sfondo poteva essere più adatto perchè l'occhio vi si perdesse e dimenticasse, aiutato dal  dawamesk, sotto specie di un pò di " confettura verdastra, grande pressapoco come il pollice".Gautier osservò come "il tempo , che scorre così veloce, sembrava non essere passato su quella casa e, come una pendola che ci si è dimenticati di caricare, le sue lancette segnavano sempre la stessa data".

hotel Lauzun o Pimodan

venerdì 29 luglio 2011

QUANDO SARO' PARTITA (ANNIE VIVANTI 1868-1942)

QUANDO SARO' PARTITA, PIANGERAI
ALTA LA TESTA E IL VISO INDIFFERENTE,
RIDERAI FORTE, RIDERAI SOVENTE;
MA LA MIA VOCE NON SOFFOCHERAI
CHE IN FONDO AL CUOR TI SUONERA' FREMENTE
          NO! LA MIA VOCE NON LA SCORDERAI.

QUANDO SARO' PARTITA, STUDIERAI
CHINO SOVRA I TUOI LIBRI ATTENTAMENTE;
MA TI STARO DINNANZI SORRIDENTE,
ED ECHEGGIAR NEL VUOTO CORE UDRAI
IL SUON DEL RISO MIO, LIETO, INSISTENTE.
          NO! IL MIO SORRISO NON LO SCORDERAI.

QUANDO SARO' PARTITA, INGRASSERAI;
MANGERAI BENE; E PACIFICAMENTE
LA NOTTE DORMIRAI. MA, IN SOGNO, ARDENTE
SUL VISO IL SOFFIO MIO TI SENTIRAI,
E I BACI MIEI TI RENDERAN DEMENTE;
          LE MIE CAREZZE NON LE SCORDERAI.

giovedì 28 luglio 2011

E' FORSE AUTUNNO?

PARE SIA AUTUNNO,
PIOVE,
NON C'E' LA MALINCONIA DI UN PRESAGIO;
VERDI SONO GLI ALBERI.

DIVENTO TRISTE,
SORPRESO DA UN RICORDO
E DALLA PERCEZIONE DI UN COLORE;
DOVE SEI BELLA ESTATE?

mercoledì 27 luglio 2011

LA POESIA

VENNE A TROVARMI LA POESIA,
UNA SERA,
LA NEBBIA USCIVA DAI CAMPI,
VELAVA LE LUCI.
AVEVO GIOCATO CON IL GIALLO,
L'OCRA E UN POCO DI ROSSO,
NON MI BASTAVA.
AVEVO GIOCATO CON IL BLU,
VENNE A TROVARMI LA POESIA.

Acrilico Piero Reggio