martedì 8 ottobre 2013

SAN LAZZARO DEGLI ARMENI ( A. Palazzeschi 1885- 1974)

Isoletta venuta dall'Oriente
galleggiando
e rimasta incantata
davanti a Venezia:
sei la più misteriosa della Laguna.
Il tuo campanile a pagoda
è un dito che impone
con quanta grazia
il silenzio sulla tua faccia
e a chi
da ogni parte del mondo vi sbarca.

Posando il piede
sulla tua riva
nel tuo silenzio
ho dimenticato la parola
e a occhi semichiusi
solo m'è dato di pensare
come nell'aldilà
per la sua via
fra cielo e terra
e mentre il padre venerando
con gesto misurato ed un sorriso
filo di luce
sorgente
dall'insondabile profondità
della sua barba
disvela conducendomi
ogni segreto
della tua riposta bellezza.
La sua voce mi giunge
da una remota lontananza.

Pensare ...
alla mia vita
che pochi colpi del remo
sono bastati
a farmela veder così lontana
e come un fiore
che si prende fra due dita.

Nell'attimo rubato fosti bella
e allorquando
parve scoppiare il cuore
nella sofferenza
ma sul punto di cedere
s'inalberò il mio cuore
e oppose resistenza.

lunedì 7 ottobre 2013

NOTTE D'OTTOBRE ( Luigi Siciliani 1881-1925)

Notte d'ottobre, fresca ancor di pioggia,
mentre le nubi pendono sul mare
come colli ricurvi, e sopra d'esse
splende la luna pallida per nebbie!
E sembrano le nubi sopra il mare
isolette divise dalla luce,
arcipelago vano sopra il mare.
Tali le cose della nostra vita:
piccole, lievi, sopra immensi abissi.

venerdì 4 ottobre 2013

MESSER LO FRATE SOLO ( A. Palazzeschi 1885-1974)

Solo
curvo e stanco ti vedo avvicinare
nello sfondo di un prato
ricoperto di margherite.
Solo
al chioccolio delle fontane
seduto un istante
e all'uso di un mendicante
mangiare un pezzo di pane.
Solo
nella luce del tramonto
verso la Porziuncola
in un concerto di campane
non più terrene
ma che dal cielo
con un'ebbrezza paradisiaca
invadono l'etere.
Solo
allorquando un moto di vertigine
struggente
la tua follia in saggezza seppe cambiare
facendo toccare l'apice
alla tua solitudine.
Solo
come mai e come nessuno
da quando tutti si avvicinarono a te.

giovedì 3 ottobre 2013

PREGHIERA D'AUTUNNO di A. Zarri da "Quasi una preghiera" ed. Einaudi

Tu sei il Signore dell'autunno: del sole che affoga dolcemente nella nebbia, dei contorni che sfumano, delle foglie che cadono e fanno, in terra, un tappeto, per i passi dei vecchi. Tu sei il Signore dei vecchi e di tutte le cose che declinano perché sei il Signore dei giovani e di tutte le cose che rinascono.
Sei il Dio del granello che marcisce e, sotto la neve, attende il sole di marzo, di aprile, di maggio, attende il verde e l'oro e il dente duro della macina ; e presagisce la farina morbida, la fragranza del forno, la letizia delle mense. Tutto questo è l'autunno; tu sei il Dio di tutto questo.
L'autunno è una breve primavera, prima del gran riposo. La terra torna verde, prima del grigio della nebbia, prima del bianco della neve. In questo rapido sorriso d'erbe e di fiori tu ti affacci, tra nuvola e nuvola, e benedici il verde, e benedici la stanchezza. Non benedici la morte perché la morte vive, al di sotto del gelo, e testimonia la resurrezione. Tu benedici solo il sonno, questo languore, questo sopore, quest'oblio che sta vita e vita e che noi chiamiamo morte. Tu non benedici la morte : benedici la tregua della vita, che concede respiro e riposo.

martedì 1 ottobre 2013

SANTA TERESA DI GESU' BAMBINO E DEL VOLTO SANTO

Noi che corriamo nella via dell'amore, non dobbiamo pensare a ciò che può accadere di doloroso in avvenire, perché sarebbe un mancar di fiducia.

 da " Pensieri"