martedì 25 aprile 2017

PIOGGIA D'APRILE ( ANGIOLO ORVIETO )

SUI CAMPI STAMATTINA
SCENDE UNA PIOGGIA FINA
E MUSICA SOAVE
SPANDE PER OGNI DOVE.

TUTTA SE NE COMMUOVE
LA TERRA CHE RICEVE
QUESTA FRESCHEZZA LIEVE
CHE DOLCEMENTE PIOVE.

lunedì 10 aprile 2017

LE RANE ( GIOVANNI PASCOLI)

Ho visto inondata di rosso
la terra dal fior di trifoglio ;
ho visto nel soffice fosso
le siepi di pruno in rigoglio ;
e i pioppi a mezz'aria man mano
distendere un penero verde
lunghesso la via che si perde
lontano.

Qual è questa via senza fine
che all'alba è si' tremula d'ali?
chi chiamano le canapine
coi lunghi lor gemiti uguali?
Tra i rami giallicci del moro
chi squilla il suo tinnulo invito?
chi svolge dal cielo i gomitoli
d'oro?

Io sento gracchiare le rane
dai borri dell'acque piovane
nell'umida serenità.
E fanno nel lume sereno
lo strepere nero d'un treno
che va...

Un sufolo suona, un gorgoglio
soave, solingo, senz'eco.
Tra campi di rosso trifoglio,
tra campi di giallo fiengreco,
mi trovo; mi trovo in un piano
che albeggia, tra il verde, di chiese ;
mi trovo nel dolce paese
lontano.

Per l'aria mi giungono voci
con una sonorità stanca.
Da siepi, lunghe ombre di croci
si stendono su la via bianca.
Notando nel cielo di rosa
mi arriva un ronzio di campane,
che dice : Ritorna! Rimane!
Riposa!

E sento nel lume sereno
lo strepere nero del treno
che non s'allontana, e che va
cercando, cercando mai sempre
ciò che non è mai, ciò che sempre
sarà...

lunedì 20 marzo 2017

NINFEE (ANTONIA POZZI 1912-1938)

NINFEE PALLIDE LIEVI
CORICATE SUL LAGO -
GUANCIALE CHE UNA FATA
RISVEGLIATA
LASCIO'
SULL'ACQUA VERDEAZZURRA -

NINFEE -
CON LE RADICI LUNGHE
PERDUTE
NELLA PROFONDITA' CHE TRASCOLORA -

ANCH'IO NON HO RADICI
CHE LEGHINO LA MIA
VITA - ALLA TERRA -

ANCH'IO CRESCO DAL FONDO
DI UN LAGO - COLMO
DI PIANTO.

lunedì 13 marzo 2017

MAMMOLA da " Affetti gentili " di GIOV. CENCI

Perché  chiamata Mammola,
tu violetta sei?
Disse fanciulla amabile
a si' modesto fior: -

Perché fui nata ad essere,
del seno tuo gentile,
odore soavissimo
di bello e casto amor.

Son io che, assai leggiadro,
rendo il femmineo petto ;
e adorno di  modestia,
pria che ritorni april.-

Così rispose l'umile,
carissimo fioretto,
pudico ed incantevole,
qual vergine gentil ;

e poi soggiunse : - Vivo ascosa e bruna
quando ritorna la stagione bella,
schivando il sole e di veder la luna.

Amor mi fece che creò la stella ;
e se nascondo tra le siepi il viso,
ognun mi cerca e trova, essendo io quella ,

che spando ovunque odor di paradiso.
Divina è l'alma umile, in cui l'amore
riposa, con angelico sorriso,
si' come perla, in seno a casto fiore.

mercoledì 22 febbraio 2017

NARCISSI ( GIOVANNI PASCOLI )

1

- Narcissi d'oro, candidi narcissi
voi che corona avete oltre corolla :

per cuna aveste un vaso, e non la zolla ,
terriccio a letto, e non la madre terra.

Per gli altri il freddo, ma per voi la serra ;
morivan gli altri e voi veniste in boccia.

Ora ogni foglia stride e s'accartoccia ;
e voi fiorite , lieti, belli, e soli. -


2

- Oh! i primi caldi dopo il verno, e i voli
delle farfalle, e i canti dei fringuelli !

Al sole uscir con tutti i suoi fratelli,
odorar tutti al cominciar d'aprile!

al vento, all'acqua, a gruppi a macchie a file,
in tanti, in tanti, da sfiorire in pace !

nel prato, con le altr'erbe, fin che piace
alla falce che agguaglia erbe e narcissi. -